Anonio Fiscarelli e Alessandro dell’Anna, alla libreria La Bambola di Kafka, Lecce 17 settembre 2016

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Officine aperte, Officine Iqbal – Un libro e un progetto

Quasi un poema,

per Pier Paolo Pasolini,

per questa Italia che ci strema,

per i nostri bambini…


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Acquisti un libro, finanzi un progetto!

 


al salone del libro di Torino, dal 12 al 16 maggio 2016

PROLOGO PER UN PROGETTO

(di Francesca Rigotti)

Di fronte all’attuale disorientamento del soggetto, e al difficile posizionamento dell’oggetto, che cosa di più opportuno ed efficace di un… progetto? Di un getto proiettato in avanti a favore di qualcosa o di qualcuno? È questa l’operazione pratica e poetica di Antonio Fiscarelli. Antonio Fiscarelli che da anni, dal sud della penisola italica ma proiettato verso il nord del mondo, progetta la sua critica sociale e politica e insieme la sua utopia. Elaborando la sua materia, anzi proprio lavorandola con le mani del corpo e della mente, nelle sue Officine aperte.

L’officina è un luogo operativo, una piccola fabbrica, un laboratorio, uno studio di creatività che vede al lavoro maestri e allievi. E chi sono i maestri di Antonio? Vengono subito dichiarati: si tratta di poeti e di pensatori politici, e di alcuni che conoscono entrambe le arti: Gramsci e Pasolini, Capitini e Dolci, lottatori e pacifisti uniti, e poi Pavese, Montale (quanti echi nei versi delle Officine), Campana, Rimbaud, Eliot, Prévert…

Con tali maestri e tale allievo – che mio allievo pure fu, anni fa, in un Master di Etica e che così conobbi, e che ebbi poi a chiamare, a parlare insieme di Danilo Dolci e dell’acqua, in un luogo acquatico-lacustre, a Verbania, sul Lago Maggiore – l’officina produce i suoi manufatti poietico-poetici fatti con le mani, il cervello e il cuore, un cuore che batte tutto da una parte: dalla parte di coloro cui la storia sembra riservare soltanto mani callose e pomodori da raccogliere, ieri per i cafoni, oggi per i migranti. Come nel caso di Samba, arrivato dal Senegal, il quale dal sud del “Bel Paese”, dopo averne assaggiato la durezza, parte per il suo nord chiedendosi, dei suoi fratelli e sorelle: “Quando sparirà sulle loro mani l’odore del pomodoro?”(da Terra italiana).

Ruvide sono le poesie di Antonio Fiscarelli, come lo sono i suoi versi, che partono magari lisci, in forma di settenario o endecasillabo classico, e poi si screpolano come le mani dei raccoglitori di pomodori, si alterano e si deformano come se nella loro forma pura non fossero in grado di contenere tutte le storie disperate e terribili che raccontano.

Storie di ingiustizie e storie di corruzione; ma non la corruzione feconda della natura, che nel ciclo naturale di morte e riproduzione vede il materiale organico animale e vegetale, morendo e corrompendosi, andare a concimare il terreno e rendere fertili i campi favorendo la riproduzione. No, questa è una corruzione inutile, una putrefazione fine a se stessa che non concima un bel nulla e soltanto produce una massa verminosa che corrode le istituzioni e chi le presiede.

Ma anche troppo si è insistito sul marcio, cui spetta il rigetto. Qui invece è il progetto che conta e che ci può proiettare, insieme a Antonio Fiscarelli, verso nuove opportunità come quelle che, nonostante tutto – altrimenti che progetto sarebbe? – nascono in via Speranza, dove:

“…una bambina salta sulle ginocchia del padre, sull’uscio di un basso”

perché:

“non è forse ciò, ora, l’unica cosa che, pure se stona, ristora?”

(da Via Speranza)


Occhio, qui solidarietà!

I proventi della vendita del libro saranno devoluti dall’autore all’associazione C.O.S.E., Centro di Orientamento Socio-Educativo, per finanziare il progetto Officine Iqbal, che ha per scopo la costruzione di una scuola a forma di villaggio dedicata a Iqbal Masih, in località Borgo Mezzanone, Provincia di Foggia.

Per informazioni su come contribuire al progetto PARTECIPA LEGGENDO

Consulta le date delle PRESENTAZIONI



 

Ringraziamenti

Prego, un momento di attenzione!

Vorrei ringraziare per l’accoglienza Fabio Colella della libreria La bambola di Kafka La bambola di Kafka – Libreria, l’amico di sempre Alessandro Dell’Anna, Anna Maria Papa (associazione COSE), e tutti gli amici e le persone che hanno partecipato alla serata. Lecce, con la sua creatività carmelobenista, mi ha reso possibile un ottimo fine settimana! E, per dirla con Kafka:

“C’è una meta, ma non una via; ciò che chiamiamo via è un indugiare”.

Merci Leccé!

Alcuni momenti della presentazione su Youtube

Officine aperte alla libreria La bambola di Kafka – Lecce 17 settembre 2016

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Locandina